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Dance to carry on

Io non ci volevo entrare in questa cosa della ballerina. Ci ero quasi riuscito, finche’ non ci sono capitato proprio addosso. E per me allora era chiaro che girava in senso in senso antiorario. No problem. Antiorario. Si’ era cosi’.
Poi oggi ne parlano a Condor. Vado a riguardare la pagina che avevo visto stamattina e gira in senso orario. Quindi ci sono due possibilita’:
1) la ballerina si era rotta di girare in un verso e ha iniziato ad andare nell’altro senso
2) io ho seri problemi mentali
Mentre cerco di capire come gira la ballerina e il mondo, ecco a voi:

Batterie Macbook Pro

La usura delle batterie per i computer portabili Macbook si fa ciclicamente. Questo non significa che, dopo aver superato il numero massimo di ricariche, la batteria non funzionerà più. Questo significa solo che una volta superato il numero massimo di ricariche, la vita del portatile senza essere collegato alla corrente diminuirà gradualmente fino a la usura completa della batteria. 
Conoscere il numero massimo di ricariche de la tua batteria può aiutare a approssimare il momento quando devi sostituirla. Per chi vuole una performance consistente del suo MacBook è indicato la sostituzione piu subito possibile dopo aver superato il numero massimo di ricariche. 
Un ciclo di ricarica significa utilizzare tutta l'energia immagazzinata nella batteria, ma non significa necessariamente una singola carica. Ad esempio, è possibile utilizzare solo la metà dell'energia dalla batteria prima di rimetterlo in ricarica. Ciò non significa che sia stato un ciclo di ricarica. Il ciclo di ricarica varia secondo il modello di computer portatile in uso. 
Per conoscere il numero di cicli devi identificare il modello di Macbook che usi. Nella tabella sottostante poteti trovare il numero di cicli di ricarico per alcuni modelli Apple. 

Computer Numero massimo di ricaricha
Batterie MacBook
MacBook di 2009 fino a 2010 1000
MacBook (13 pollici in alluminio, fine 2008) 500
Per gli altri modelli di MacBook 300
Batterie MacBook Pro
Per i modelli di MacBook Pro da 2009 fino a oggi 1000
MacBook Pro (15-inch fine 2008) 500
Per gli altri modelli di MacBook Pro, e per quelli con schermo di 17 pollici 300
MacBook Air
Modelli di MacBook Air a partire dal 2009 fino a oggi 1000
MacBook Air (Metà 2009) 500
MacBook Air (Fine 2008) e MacBook Air 300
PowerBook
PowerBook G4 di 12 pollici, 15 pollici, e 14 pollici 300
iBook
Per tutti i modelli G4 di 12 pollici e 14 pollici 300

Il jazz fa schifo

C’è un parco a Roma. A Roma i parchi si chiamano ville. La villa che sta vicino alla casa dove sono cresciuta si chiama Villa Celimontana. La conoscono bene quelli che si sposano da quelle parti (ché è sempre pieno di spose a farsi le fotografie) e quelli che andavano a sbavare per le ragazzine di “Non è la Rai” (ché lì dietro ci sono gli studi di canale 5). Per quanto riguarda me, è il posto dove da bambino mi portava mio nonno a giocare, è il posto dove mi sono andato a divertire con gli amici a giocare a pallone ed è il posto sui cui prati ho preparato l’esame di maturità. Per un altro po’ di gente di Roma è il posto dove nelle ultimi estati si svolgeva un bel festival di musica jazz. Bello, molto bello. Ci sono andato parecchie volte anche io, specie nelle prime edizioni. Poi, negli ultimi anni, sembrava più un ristorante all’aperto con annesso pianobar che altro. Più rumore di forchette che scale blues. Più fighetteria che gente appassionata di musica. Insomma, negli ultimi anni mi piaceva un po’ di meno. Ma sai, quando uno invecchia inacidisce e poi “il primo disco era sempre il migliore”.
Villa Celimontana è tornata sui giornali in questi giorni. Io da qualche tempo non abito più lì vicino ma a quei prati ci sono davvero tanto affezionato. Insomma, dicevo che è tornata sui giornali perché questo inverno ci hanno costruito un capannone lì dove d’estate c’erano gli spazi del festival jazz. Ora leggo che questo capannone dopo un sacco di richieste verrà tolto. In compenso, il festival del jazz diverrà una roba permanente, e costerà un po’ di spazio verde. Seicento metri quadrati. Mica tanta roba, in fondo, ma abbastanza da darmi fastidio. Perché a occhio (potrei sbagliarmi, ma anche no) quello spazio sarà sacrificato più che per una festa della musica, per una festa dei commercianti, degli agitatori di forchette. Mi innervosisce il fatto che, a quanto ho capito (ma spero di sbagliarmi) questo spazio verrà “regalato” all’attuale gestore del festival del jazz, che è anche il padrone di uno dei locali dove si ascolta musica a Roma, che è anche notoriamente vicino ad ambienti della destra romana. Sono infastidito, perché mi pare che anziché aumentare gli spazi verdi si stia facendo di tutto per demolire quelli che già esistono, compreso il giardinetto di via Claudia, ormai abbandonato a sé stesso. Mi innervosisce tutto questo perché non vorrei che un giorno villa Celimontana facesse la fine del bosco di Gioia.
Insomma, vorrei che i bambini giocassero ancora sotto quei pini, che ci fosse ancora qualcuno infrattato a pomiciare nei viottoli meno battuti e un po’ di ragazzi a cazzeggiare sulla quella discesona di prato. Ché in fondo, a volte, perfino gli accordi stonati di una “Canzone del sole” possono suonare molto meglio di un Cole Porter.